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LISTA 1390

tom-wesselmann-still-life-33-1963.jpg
cabinati, cabinati ricotti, e che. era bordo di mare, supla. ai brutti di mare, risotti rorodi, di tori amor, amos gittati cheva, einè? morena pellagra, la stuva stuy. e vesant, proprio marani. figurine pin. meraviglie di stufati riflessi su specchi concavi e perline dilavate da hawaiane bordellare. dodicimila soldati retroavanzavano ranci di ricotte tese, mulatte, cuspidi di tonno e abete. riscontrate? arti pitocchi. bitossi a raggi laxer marino sercu. buchi di culastrisce nobile pergottano. melanie mazzuccato ladresche pagine folte amare, su little italy puzzoni. established. used cars lee iacocca, e il ford mustang a superminchia floscia. marina lotar al telegiornale, inferno da castello, moniche bellucci a boccucci di rose muccini spampinati franchi, franco grassi iah oh, animali sardi, siculi torpedo a mare kosovo, sentine di beneplacet immenso, cavatelli di speckendrink al benz, brunomunaridecotti, urselve, gustavi minnie minoprianti di bongusti pepper e il salt costamagna, a merate, a cagate sciolto super ultra, bp benza carenza, 1973, austerity andreottiana, sacrifix, porcodux.

Verbalizzato da Ruggero Solmi

Immagine: Tom Wesselmann, Still life 33, 1963

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1 Response to “LISTA 1390”


  1. 1 auberon
    November 9, 2007 um 1:08 pm

    egregio solmi
    di seguito le trasmetto un campione di ciò che – alla luce della circostanziata definizione di “accumulazione di impulsi verbali” – potrebbe essere definito come “accumulazione di impulsi fraseologi”. si tratta secondo la mia opinione di un’idea sorella e familiare alla destituzione letteraria e di iperletteratura che periodicamente costituiscono l’antibiotico alla malattia.
    avtomat, insomma. le premetto che non è roba mia, non sono tipo da aprire l’impermeabile dietro il cespuglio

    p.s. trovo la lista 1390 particolarmente ispirata
    con stima avtomat
    auberon

    “la nota calante che viene dalla effe di un dobro di tubi al neon e un crescendo di versi deludenti che viene da quel materasso fuorilegge là per la strada fra toccatine furtive ai trofei in visita – e appòggiati, tu vagabondo con la borsa in testa a letto coi parenti, al nudo paralume – un cuore rivelatore, un sottaniere che viene dalla pioggerella d’argento e che come al solito minaccia un grembo di farsi strada in quella tal buchetta rugginosa senza fondo, un brusco risveglio ed ecco che s’è congelato con quei sogni di nebbia nel giorno del suo compleanno/ mestamente seduti sulla molla di un materasso, senza candela e alla mercè di una guida deturpata, non ci si sente così volgarmente importanti/ successo, le narici di lei frignano…”
    B. Dylan, Tarantula, 1966

    se le interessa le scrivo la II parte, se le interessa definitivamente:
    feltrinelli 2007, f.to 12,5×19,5, brossura

    saluti comunque


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