la letteratura è visione, soprattutto. il romanzo è definitivamente esploso, la fabula è diventato rantolo di capre, non serve più a nulla. ora è soprattutto patchwork postmoderno buono per fare un plaid. il romanzo non è nemmeno più un genere borghese, è un degenere e basta. la letteratura è combattimento dalle trincee dell’assurdo. se neghiamo alla letteratura il combattimento - e che sia corpo a corpo- le tranciamo l’anima, la consegnamo agli scaffali tarlati del romanzesco. l’unico modo per liberarsi dai sintomi dell’asfissia è modellare qualcosa di nuovo. costruire cattedrali sinapsiche intitolate alla vita interiore. i fatti non contano più, sono materia televisiva. la letteratura si occupi della psiche, dell’ombelico, degli scarti fisiologici, si occupi di una morte che non interessa a nessuno.
Sentenziato da Ruggero Solmi
Immagine: Julian Schnabel, Large girl with no eyes