non ho oligoelementi, per levare d’accusa il silente destino, a barometro ciniglia, varo del mio borgo a laro lerici, con mellin aldigott, bis xantia, su leviatani, serigrafati su sterili buche, e bullshit ashanti, e tori negri si montano, e a letto, e di crine acciugato, in meritati di bosco, di uxorio, di vendita panelle goyisch, a moribondi cantanti a falcidia di grassi, a tironi mancini, a celesti su carta, a gallipolifugo, e redatti, come ciccarelli di verbi altamente a micosi, per avvertenze seguite, su attentamente, di fogli crepitanti, d’insidie carenti in calo, di vegetale sultanato degennaro.
Verbalizzato da Ruggero Solmi
Immagine: Sigmar Polke, Triptych, 2002 (compressa da RS)
